Pitigliano è un comune della provincia di Grosseto, situato a circa 80 km a sud-est del capoluogo. Il territorio comunale si estende su una superficie di 102,89 km² e conta 3.971 abitanti, con una densità di 39 abitanti per km².

Il caratteristico centro storico è noto come la piccola Gerusalemme, per la storica presenza di una comunità ebraica, da sempre ben integrata nel contesto sociale che qui aveva la propria sinagoga. Pitigliano è nota anche come “la piccola Gerusalemme” per la presenza di una sinagoga e di una comunità ebraica piuttosto numerosa che da sempre riuscì a trovare un’ottima integrazione con la popolazione locale.

La formazione della comunità risale al XVI secolo, ma nell’Ottocento ne comincia il declino. A testimonianza dell’importanza della comunità ebraica pitiglianese rimangono il quartiere del vecchio ghetto con la bella sinagoga e l’interessante cimitero sulla statale per Manciano .

Il territorio comunale di Pitigliano si estende nella parte occidentale dell’Area del Tufo. Confina con il comune di Sorano,  con i comuni laziali di Farnese, Ischia di Castro, Latera e Valentano dai quali è delimitato dall’estremità settentrionale della Selva del Lamone,  con il comune di Manciano.

Arrivando a Pitigliano dal mare, salendo la Strada Statale 74 Maremmana, si notano le caratteristiche case che sporgono da un grande sperone di tufo, assolutamente a strapiombo. La rupe di Pitigliano è circondata su tre lati da altrettanti burroni, pieni di grotte scavate nel tufo; nel fondovalle scorrono i corsi d’acqua Lente, Meleta e Prochio.

Il territorio comunale si eleva a quote collinari che variano tra i 300 e i 663 metri s.l.m. di Poggio Evangelista, che segna il confine con il Lazio all’estremità orientale; l’area del Paduletto di Pantanello è stata sottoposta a bonifica in epoca lorenese

Il territorio comunale di Pitigliano, , si caratterizza per temperature minime invernali piuttosto basse, che possono verificarsi in periodi prolungati, nonostante i valori massimi giornalieri siano spesso gradevoli; al contrario, in estate il caldo può essere molto intenso, seppur accompagnato generalmente da bassi tassi di umidità.

Pitigliano è un caratteristico borgo della Maremma grossetana, unico nel suo genere per la particolarità di essere costruito interamente su di un masso tufaceo, ciò lo rende uno dei luoghi più interessanti dell’area del tufo.

Il paese si eleva su un pianoro formato dai corsi d’acqua Lente, Meleta e Prochio, è certamente uno dei centri artistici più belli della Toscana e d’Italia La cittadina conserva vari monumenti di interesse artistico che spaziano dall’epoca medievale al Settecento.

Fondato dai Romani nei pressi di vicine necropoli e insediamenti etrusche delimitati da mura, divenne nel Medioevo possesso della famiglia Aldobrandeschi; alla fine del Duecento il centro venne ereditato dagli Orsini e diventò la capitale dell’omonima contea sotto la quale rimase fino agli inizi del Seicento, quando nel 1608 venne acquistato dai Medici, che lo inglobarono nel Granducato di Toscana

Centro storico

Sinagoga di Pitigliano

Il centro storico si caratterizza soprattutto per la sinagoga cinquecentesca, all’interno della quale spiccano l’Aron sulla parete di fondo e la Tevà al centro; sulle pareti sono conservate iscrizioni di versetti biblici mentre in alto si trova il Matroneo riservato alle donne. Sotto il tempio ebraico si trovano i locali per il Bagno Rituale, il suggestivo Forno delle Azzime, la Macelleria kasher, la Cantina kasher e la Tintoria. L’antico Ghetto si sviluppava intorno alla sinagoga lungo l’attuale via Zuccarelli e in alcuni vicoli che originano da questa strada: imboccando il vicolo Goito si raggiunge l’Antico Frantoio Pelliccetti che era a servizio della comunità ebraica.

Chiesa di Santa Maria e San Rocco

Edificata in epoca medievale su un preesistente tempio pagano e restaurata in forme tardo-rinascimentali, si presenta in un’insolita aula trapezoidale divisa in tre navate dove sono conservate alcune tracce di affreschi.

Duomo di Pitigliano

La Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo venne edificata in epoca medievale, rimaneggiata durante il Cinquecento e profondamente modificata nelle epoche successive. La facciata tardo-barocca è fiancheggiata sulla sinistra dal campanile che si presenta intonacato nella parte inferiore sopra la quale ha mantenuto l’aspetto originario in tufo risalente al periodo medievale. L’interno della cattedrale, in stile barocco a navata unica con cappelle laterali, custodisce varie opere d’arte che spaziano prevalentemente tra il Seicento e il secolo scorso. La cattedrale si affaccia in Piazza San Gregorio, dove si trovano anche il Palazzo della Comunità e il Palazzo di Giustizia.

Oratorio del Santissimo Crocifisso

Piccolo edificio religioso di epoca seicentesca situato non lontano dalla cattedrale, in piazza Gregorio VII, a cui è possibile accedere dal loggiato del Palazzo della Fiscaleria verso via Manin.

Chiesa di Sant’Antonio

Edificio religioso costruito durante il Duecento lungo via Zuccarelli, è stato trasformato ed adibito ad usi civili dopo il suo definitivo abbandono e la conseguente sconsacrazione. Sulla facciata si trovano elementi che testimoniano il passato religioso.

Chiesa di San Rocco

Costruita in epoca rinascimentale tra via Vignoli e il vicolo di San Rocco, fu trasformata anch’essa a seguito del suo abbandono e della successiva sconsacrazione. Sulla facciata è rimasta una nicchia contenente una statua.

Fuori delle mura

Oratorio Rupestre

Presso la Porta di Sovana si ritrovano tratti di mura etrusche e numerose grotte scavate nel tufo, un tempo tombe etrusche che vennero in seguito trasformate nelle attuali cantine; tra esse è da ricordare anche il caratteristico Oratorio Rupestre, piccola grotta adibita a luogo di culto risalente al IV secolo che si apre nella rupe che costeggia la strada per Sovana.

Chiesa di Santa Maria Assunta

Chiesa ottocentesca costruita al di fuori delle mura, in Piazza Dante Alighieri, nel sobborgo orientale che andava sviluppandosi in quell’epoca. In stile neoromanico, è riconoscibile per il campanile che si eleva nei pressi.

Chiesa di San Michele

Costruito in epoca medievale lungo l’omonima strada fuori delle mura, l’edificio religioso fu ampliato nel corso del Settecento con la costruzione della navata rettangolare. Dopo essere stato abbandonato, è stato modificato, trasformato e adibito ad usi civili.

Chiesa della Madonna del Fiore

Sorta come cappella in epoca rinascimentale, si trova lungo l’omonima via al di fuori delle mura. Nei secoli successivi, l’edificio religioso è stato ampliato, pur conservando discretamente gli originari elementi stilistici di epoca cinquecentesca.

Cimitero ebraico

Al di là del torrente Meleta che delimita a sud l’abitato, merita una visita il Cimitero ebraico, costruito nella seconda metà del Cinquecento quando gli Orsini concessero quel terreno al loro medico di famiglia di religione ebraica per la sepoltura della moglie. Nelle vicinanze del Cimitero ebraico si estende il Museo all’aperto Alberto Manzi.

Cappella dei Santi Apostoli Giacomo e Filippo

Costruita in epoca seicentesca poco fuori dell’abitato lungo le Vie Cave del Gradone a sud del centro storico, è una piccola cappella rurale recentemente restaurata che ha conservato gli elementi stilistici tipici dell’epoca di costruzione.

Santuario della Madonna delle Grazie

Pitigliano si trova adagiato su una rupe di tufo ed è davvero spettacolare la sua visione scenografica, provenendo da Manciano, dal tornante dinanzi al Santuario della Madonna delle Grazie. Questo edificio religioso, sorto in epoca tardomedievale come cappella rurale, venne trasformato in santuario dedicato alla Vergine nel corso del Cinquecento e ampliato in epoche successive quando il luogo divenne sede di una comunità di francescani fino alla seconda metà del Settecento.

Chiesa di San Francesco

Costruita al di fuori delle mura in epoca rinascimentale assieme al vicino e omonimo convento per volere degli Orsini, fu progettata di Antonio da Sangallo il Giovane. L’edificio religioso, distrutto parzialmente da un incendio agli inizi del Novecento, sorge sul Poggio Strozzoni a nord del centro storico.

Convento di San Francesco

Situato anch’esso sul Poggio Strozzoni poco fuori il centro storico, si trova nei pressi dell’omonima chiesa rispetto alla quale è coevo. Attualmente adibito ad abitazione rurale, conserva il pregevole chiostro cinquecentesco progettato da Antonio da Sangallo il Giovane.

Dintorni di Pitigliano

Cappella di San Lorenzo

Situata presso l’omonimo podere nei dintorni sud-orientali di Pitigliano, è un edificio religioso sconsacrato, che venne costruito nel corso del Seicento come cappella rurale, della quale si sono conservati alcuni elementi architettonici risalenti all’epoca di origine.

Chiesa di San Paolo della Croce

Sorta come cappella rurale presso la località di Casone, fu completamente trasformata e ampliata agli inizi del Novecento, con elementi stilistici neoromanici e neogotici e l’aggiunta del campanile e della sagrestia.

Cappella di Pian di Morrano

Piccola cappella gentilizia di epoca settecentesca, costruita presso l’omonima fattoria, rispetto alla quale è situata sul retro. In passato, era luogo di preghiera e di celebrazione di funzioni religiose per i fattori e per i lavoratori.

Chiesa di Santa Maria in Vinca

I resti archeologici della chiesa di origini medievali si trovano presso la necropoli di Poggio Buco. L’edificio religioso fu costruito in prossimità della preesistente città etrusca, da alcuni studiosi identificata con l’antica Statonia.

Architetture civili

Acquedotto Mediceo

L’imponente Acquedotto venne costruito a partire dalla metà del Cinquecento per convogliare l’acqua dai vicini torrenti verso il centro abitato. Fu completato soltanto nel secolo successivo quando Pitigliano era già passato sotto la dominazione dei Medici.

Fontana delle sette cannelle

Caratteristica fontana realizzata attorno alla metà del Cinquecento presso la testata dell’Acquedotto Mediceo, da cui riceve l’acqua che la alimenta. La fontana monumentale chiude il lato meridionale di Piazza della Repubblica.

Fontane gemelle

Coppia di fontane, una situata nella parte settentrionale e l’altra nella parte meridionale di Piazza della Repubblica. Furono realizzate agli inizi del Novecento, rievocando elementi stilistici del periodo barocco.

Palazzo Orsini

Entrando nel centro storico dal lato orientale, il Bastione della Fortezza introduce all’antica Piazza della Cittadella, denominata oggi Piazza Garibaldi, dove si trova l’edificio che ospita il Palazzo Comunale e il Teatro Salvini. L’area dell’antico castello si estende fino a Piazza della Repubblica ed è dominata dall’imponente mole del Palazzo Orsini, sede dell’omonima contea, che venne costruito su un preesistente convento francescano e si presenta in forme cinquecentesche per l’intervento di Antonio da Sangallo avvenuto in epoca rinascimentale. Il complesso, dalle linee eleganti, ospita il Museo Diocesano dove sono custodite varie opere d’arte che spaziano dal tardo Medioevo all’epoca barocca; in un’altra ala si trova invece il Museo Civico Archeologico della Civiltà Etrusca dove sono custoditi vari reperti provenienti dalle vicine aree archeologiche, in particolare da quella di Poggio Buco dove sorgeva l’antica città di Statonia. Sul lato meridionale di Piazza della Repubblica si trova una vasca d’acqua risalente al Settecento che corrispondeva all’antica fonte; da questo lato della piazza si apre uno stupendo panorama verso la campagna circostante. L’aspetto esterno attuale è però fortemente compromesso dalla brutta intonacatura imposta dalla Sovrintendenza ai Beni Artistici e Culturali di Siena e Grosseto.

Pozzo di Palazzo Orsini

Caratteristico pozzo-cisterna di epoca rinascimentale, situato nel cortile interno di Palazzo Orsini. Si caratterizza per pregevoli decorazioni a bassorilievo raffiguranti la casata dei conti di Pitigliano .

I vini della Maremma : Bianco di Pitigliano.

Quando si parla di Pitigliano è quasi impossibile che il discorso prima o poi non vada a cadere sul vino. Il vino è infatti radicato da tempo nella cultura pitiglianese in quanto viene prodotto ormai da secoli.

Senza dubbio la natura dei terreni, l’alta luminosità ed il clima mite della zona, costituiscono gli elementi di ordine fisico che da sempre hanno favorito lo sviluppo di una fiorente viticoltura, anche se il vino, nella storia di questo paese è anche un fatto storico, quotidiano e sociale.

Nel corso del tempo questa attività si è enormemente evoluta, ed anche le tecniche di vinificazione sono fortemente migliorate.

Iniziare proprio dalla Doc Bianco di Pitigliano per inaugurare questo ”enopercorso” sembra la scelta più sensata. Questo perché, come forse molti appassionati già sanno, questa DOC può vantarsi di essere una delle prime Denominazioni di Origine Controllata riconosciute in Italia: il 23 Marzo 1966.

Nel tempo è stato poi necessario migliorare il prodotto per adeguarlo a nuove esigenze di mercato dovute alla crescente attenzione del consumatore verso prodotti di qualità. Il disciplinare viene infatti modificato il 17 Aprile del 1990 con l’inserimento di nuovi vitigni.

Questo celebrato bianco nasce da una base di Trebbiano al quale sposa varità diffuse in Umbria e Lazio, come il Grechetto per esempio, ai quali si aggiungono varietà internazionali come Chardonnay e Sauvignon che tanto sembrano incontrare i gusti del consumatore moderno.

Per avere un’idea più chiara, possiamo dire che il disciplinare prevede: Trebbiano toscano (dal 50 all’80%), Greco, Malvasia Bianca toscana e Verdello, da soli o congiuntamente (non oltre il 20%); Grechetto, Chardonnay, Sauvignon, Pinot Bianco e Riesling italico, da soli (nei limiti del 15%) o congiuntamente (non oltre il 30%). E’ ammessa inoltre la presenza di vitigni a bacca bianca fra quelli raccomandati ed autorizzati fino ad un massimo del 10%.